Prevenzione infrazioni: il controllo “percettivo”

I comportamenti scorretti rappresentano per definizione la principale fonte di pericolo su strada e ridurre fortemente le infrazioni non può che essere il principale obiettivo per una amministrazione che vuole migliorare la sicurezza del cittadino.

Il compito non è tuttavia affatto semplice, sia per l’effettivo volume delle infrazioni oggi commesse in ambito urbano da un’utenza fortemente indisciplinata, sia per la presenza di una normativa per nulla efficace nel contrastare il fenomeno, sia per le attuali difficoltà in termini economici e di carenza di personale, sia per una diffusa mentalità fortemente contraria ai controlli (specie se effettuati dagli Enti Locali) che indebolisce in modo netto la loro efficacia.

L’approccio fortemente sanzionatorio che ha caratterizzato molte amministrazioni locali negli ultimi anni ha creato fortissime polemiche e messo in discussione l’operatività delle stesse Polizia Locali, ma soprattutto si è dimostrato globalmente inefficace nel contrastare i comportamenti scorretti.

Anche la normativa ha tenuto conto dell’onda mediatica contraria alle “imboscate” e al “fare cassa”, fino a prevedere che i controlli sulla velocità siano preavvisati e resi visibili.

Oggi le infrazioni a maggior pericolosità (eccesso di velocità e passaggio con il rosso) possono venire sanzionate solo se del controllo viene data totale informazione all’utenza, in ossequio ad un principio di trasparenza verso i trasgressori che poco si sposa con le prioritarie esigenze di tutela della sicurezza espresse nei principi guida del Codice della Strada.

Né vale il presunto principio che “vedendo il controllo mi comporto correttamente”, perché la bassissima incidenza dei controlli (sia semafori che sulla velocità in ambito urbano) crea semmai il principio opposto: “finché non vedo cartelli di preavviso o postazioni di controllo posso fare ciò che voglio”.

Fin dal 2007 l’equipe di studio del progetto Noisicuri lavora con suoi partner tecnologici sul principio del “Controllo percettivo”, ossia su una azione fortemente preventiva dei comportamenti scorretti basata sulla massima percezione del controllo, amplificata nello spazio e nel tempo ben oltre alla reale presenza del controllo stesso.

Ne deriva una metodologia di contrasto alle infrazioni basata su nuovi strumenti (meno tecnologici ma molto più efficaci a livello psicologico) in grado di ottenere un immediato miglioramento dei comportamenti con un impatto in termini di sanzioni estremamente contenuto.

Il principio del Controllo Percettivo è oggi tecnicamente applicabile sia sulla velocità che sulle infrazioni semaforiche.