F.a.q. Frequently asked questions

Perché gli Enti Locali sono la vera risorsa della sicurezza nei centri urbani.

Sono soggetti indipendenti sul territorio, conoscono bene le criticità locali, sono direttamente chiamati in causa dai problemi dei cittadini, hanno un proprio corpo di polizia con funzioni di polizia stradale, possono influire sia sui comportamenti su strada che sulla educazione e sulla cultura della sicurezza.

La loro attività va continuamente sostenuta e incentivata, non mortificata come quasi sempre avviene.

La maggior parte dei Comuni opera in modo molto serio per la sicurezza dei proprio cittadini. Il cattivo operato di qualcuno, spesso ingiustamente generalizzato a tutti i comuni dai media più scandalistici, ha creato un luogo comune assolutamente falso e ingiustificato.

Le difficoltà sono tantissime e quasi insormontabili: la norma sempre più complessa e penalizzante per i controlli urbani, le difficoltà economiche, la carenza del personale, i continui attacchi mediatici, i forti pregiudizi negativi, gli attacchi politici.

Per gli Enti Locali fare sicurezza oggi è un vero rompicapo.

Gli Enti Locali sono per lo più “misurati” su quante multe fanno: se sono poche va  bene, altrimenti vessano il cittadino. Come in ogni altra situazione le Amministrazioni dovrebbero essere valutate sulla base dei risultati concreti che portano: in questo caso il calo delle infrazioni e i minori rischi per i cittadini.

La distrazione alla guida e tutti i fenomeni legati alla sfera percettivo-sensoriale sono di gran lunga il fattore principale di incidentalità. La velocità occupa a sua volta un ruolo decisivo come causa e concausa di incidente, ma è soprattutto il fattore di gravità per eccellenza.

Diminuire le velocità medie di percorrenza significa quindi ridurre in modo drastico le conseguenze dei sinistri.

Le auto di oggi sono indubbiamente molto più efficienti nel tenere la strada e nel fermarsi per tempo davanti a un ostacolo.

Il tempo complessivo di arresto è però in buona parte legato ai tempi di reazione dell’utente, che non traggono beneficio alcuno dal miglioramento della tecnologia.

Al contrario, l’utente di oggi è molto più disattento a causa di una guida molto semplificata e della presenza di numerosi dispositivi tecnologici che ne assorbono l’attenzione (radio, cellulare, navigatore ecc.).

I tempi complessive di reazione della vettura non sono dunque affatto calati rispetto al passato, e i limiti non hanno perso importanza e significato.

L’incidente causato dal pirata della strada, dalla guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto della droga, dal conducente extracomunitario e senza patente, vanno sempre in prima pagina perché “fanno notizia”.

In termini statistici la quasi totalità degli incidenti avviene per motivi molto più futili nella normale quotidianità e non coinvolge specifiche categorie a rischio ma la totalità degli individui.

Il sistema di supporto alla prevenzione e controllo delle infrazioni VeloOK non è inserito dal Codice della Strada tra i dispositivi da sottoporre a preventiva autorizzazione o omologazione da parte dei Ministeri competenti.

Ciò che invece è tassativamente sottoposta a omologazione è l’apparecchiatura di rilevazione della velocità che nel VeloOK viene inserita per rendere attiva la postazione di controllo.

Il VeloOK è definibile come “box mobile di supporto all’attività di prevenzione e controllo delle infrazioni” e giuridicamente è a tutti gli effetti un box di contenimento dell’apparecchiatura di controllo della velocità.

E’ uno strumento di polizia nella disponibilità degli agenti per esercitare nel modo più efficace e completo la funzione di polizia stradale definita dal codice alla lettera “A” dell’art. 11 come “prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale”.

Perché una materia così delicata andrebbe trattata dagli “addetti ai lavori” e da persone competenti del diritto, non da chi si improvvisa esperto e divulga interpretazioni “fai da te” assolutamente fasulle e fuorvianti.

Il VeloOK non è un finto “autovelox”, ma una “postazione di prevenzione e controllo” sempre attiva nella sua funzione di dissuasione e resa attiva saltuariamente dal corpo di polizia locale nella funzione di accertamento delle infrazioni.

E’ molto improbabile che dopo aver messo su strada box arancioni illuminati e cartelli di preavviso con la scritta controllo di velocità in serie si possano elevare molte sanzioni.

Se anche ciò avvenisse, il contesto nel quale sono stati superati i limiti (quello urbano) e la massima trasparenza dei controlli toglierebbero ogni scusante ai trasgressori.