Cultura della legalità

Le forti negatività e i pregiudizi che hanno accompagnato negli ultimi anni l’attività di controllo degli Enti Locali hanno finito per condizionare negativamente anche l’operatività quotidiana delle forze di Polizia Locale, sempre più limitate nella loro autonomia operativa e sempre più condizionate verso una applicazione morbida e poco invasiva della norma stessa.

La contestazione immediata, la visibilità dell’agente in servizio, la modalità di presegnalazione della postazione di controllo, la distanza e il posizionamento dei cartelli di presegnalazione del controllo, sono diventate negli anni facili occasioni di polemica, contestazione e ricorso contro i verbali subiti, con il rischio concreto di vedere vanificato tutto il lavoro di contrasto agli illeciti svolto dalle Polizie Locali.

Serve dunque una decisa presa di posizione dell’Ente verso una applicazione della norma corretta ma rigorosa nei confronti del trasgressore, che non ha più alibi laddove il controllo avvenga attraverso modalità serie, trasparenti e poco invasive come quelle proposte dal progetto.

Strumenti di questa nuova operatività sono:

  • la definizione di un piano di contrasto alle condotte illecite e pericolose in grado di chiarire e rendere nota la modalità operativa messa in atto dall’Ente;
  • la definizione / accettazione di un codice etico-funzionale del controllo in grado di togliere ogni dubbio sulla correttezza e sulle finalità dell’azione svolta dall’amministrazione;
  • la difesa costante dell’operatività della Polizia Locale a tutti i livelli di giudizio in grado di supportare appieno e rendere pienamente credibile l’azione di contrasto dell’Ente.